sabato, 09 agosto 2008

DIO DENARO

Smaltimento rifiuti
Ho visto il documentario “Biutiful cauntry”: 80 minuti da brivido...non dico altro.
Di seguito riporto un’ottima recensione.
Consiglio a tutti di vederlo, anche solo un assaggio su youtube.
 
E’ uscito Biutiful cauntry (eravamo il Bel Paese, beautiful country!), scritto e diretto da un nome importante del montaggio, Esmeralda Calabria, da un documentarista onesto e impegnato come Andrea D’Ambrosio e dal giornalista Peppe Ruggiero. Racconta una Campania che sta affondando nel vuoto di legalità, di civiltà e di informazione. E una degenerazione ambientale e sanitaria ormai fuori controllo che sta facendo più morti della malavita

Prodotto con coraggio da Lionello Cerri (ripagato dall’interesse di stupefatti spettatori a Torino, a Rotterdam e fra poco a Londra)
andrebbe proiettato in Parlamento, nelle scuole e in televisione in prima serata.

Capiremmo meglio la reazione di quelle persone che facevano le barricate per impedire la riapertura delle discariche nei giorni dell’invasione di mondezza.
Che in questi anni hanno raccolto un’unica certezza da amministratori e imprenditori: discariche costruite non a norma e un territorio avvelenato ben oltre il visibile.

Tutto quello che si vede, senza retorica, senza effetti, senza filtro, è una carneficina in tempo reale, una morte lenta intorno a cui si sente un silenzio assordante.

Questo viaggio nel nostro “Terzo mondo” viene prima e va oltre il problema dei rifiuti per le strade.
Quel pugno nell’occhio, quelle scene ingiuriose della dignità delle persone sono la parte più esposta ma paradossalmente meno grave della questione nel suo complesso.
Che comprende l’aspetto più occultato delle 1200 discariche abusive e incontrollate che stanno martoriando il suolo campano.

Nate di notte o in pieno giorno, e alimentate da scarti industriali e rifiuti tossici provenienti soprattutto da stabilimenti del centro-nord Italia, sono diventate l’emblema di 14 anni di cosiddetta “emergenza” (dichiarata nel 1994), che dopo 10 milioni di tonnellate di rifiuti sversati e 7 commissari straordinari (l’ultimo, De Gennaro, “scade” tra 60 giorni), ormai si può considerare una consuetudine, un modus operandi, un paradigma di quello che di peggio il nostro Paese può produrre.

Le persone intercettate al telefono, nelle registrazioni fornite dalla Procura, hanno accenti che non si possono definire campani e un cinismo spaventoso.
Trattano sversamenti nei campi di tonnellate di amianto, cobalto, alluminio, arsenico, di tonnellate di metri cubi di percolato nerastro e velenoso nelle fogne e nei fiumi.

Virgilio all’Inferno per gli allibiti spettatori è Raffaele Del Giudice, combattivo educatore ambientale che da anni denuncia, controlla, sensibilizza su una situazione che pare un piano inclinato. Il doc è girato tra Aversa, Qualiano, Giugliano e Villaricca, appena 25 km da Napoli e un tasso di diossina anche 100mila volte oltre la soglia consentita,
ed è un pugno nello stomaco che scoraggerà anche i più fedeli cultori della mozzarella di bufala e dei pomodori rossi.

Stringe il cuore vedere contadini e allevatori strozzati dai veleni, che si portano l’acqua da casa per innaffiare le pesche che non maturano, che distruggono un raccolto di fragole perché non possono permettersi di venderlo, che giornalmente consegnano al camion di una ditta specializzata le pecore morte.

Animali che vedi pascolare inginocchiati sul davanti, pian piano sempre più deboli e agonizzanti. I bambini si avvicinano, li trascinano per le zampe, hanno familiarità con quella morte. Secondo gli esperti quella zona, tradizionalmente votata all’allevamento, almeno per i prossimi dieci anni sarà inadatta al pascolo. I magistrati hanno ingiunto di abbattere gli ultimi greggi rimasti.

pasquale. colizzi

da www.unita.it
postato da: Spage alle ore agosto 09, 2008 14:51 | link | commenti (1)
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giovedì, 24 luglio 2008

CHI SONO I TERRORISTI?

bimbo afghano sotto bombardament NATO 1
In Afghanistan i paesi ricchi, da abili trasformisti, si spogliano delle loro vesti democratiche per vestire quelle dei boia. Siamo noi i veri paesi canaglia, i veri terroristi, perché mentre i talebani uccidono solo i soldati armati fino ai denti, la nostra coalizione fa strage di civili.
Li ammazza come formiche.
Donne, bambini, vecchi, bestiame, chiunque possiede una vita è un bersaglio.
E i nostri politici lo sanno, come sanno benissimo che è impossibile sconfiggere i talebani senza compiere un vero e proprio genocidio, perché è di questo che si deve parlare.
Dopo 7 anni di guerra stiamo lentamente togliendo vita a quel paese, la cui colpa è di trovarsi in una zona geografica strategica per il trasposto di gas dal Mar Caspio e di aver ospitato la presunta mente dell'11 settembre (non esistono infatti prove a suo carico).
Ricordo che nessun talebano ha partecipato agli attacchi delle torri gemelle.
Riporto di seguito l’articolo di Cecilia Strada.
 
Ancora una strage di civili, la peggiore di tutte.
La Nato bombarda i civili in fuga: 120 morti, forse più, a Ghora, nella provincia meridionale di Helmand
Kabul - Centoventi morti, dice la gente dei villaggi vicini, forse di più: il bilancio del violento raid areo della Nato che venerdì ha fatto strage di civili a Ghor, nella provincia meridionale di Helmand.
 
“Era gente che scappava, hanno sparato sulla gente che scappava”: dal distretto di Grishk, profondo sud dell'Afghanistan, un infermiere afgano di Emergency racconta quella che potrebbe essere il peggior massacro di civili (o il più grave effetto collaterale) degli ultimi anni di guerra.
“E' successo nel nostro distretto, nel villaggio di Ghor, vicino a Hayderabat”, spiega.
“Venerdì, la gente di Ghor ha visto arrivare dei tank delle truppe inglesi, ha visto movimento di soldati.
Hanno avuto paura che di trovarsi fra gli inglesi e i talebani. Hanno preso le macchine, i camion e burubakhair, sono partiti. Ma mentre se ne stavano andando sono arrivati gli aerei della Nato: hanno colpito le macchine, è stata una strage. Centoventi morti”.
 
Vittime civili sono state confermate anche da un portavoce della coalizione, che si è detto “profondamente rattristato” dalla morte di cittadini innocenti che - ha ribadito - “vengono messi a rischio dalle azioni militari immorali compiute dagli insorti talebani”. Lo stesso distretto di Grishk era stato teatro, la scorsa settimana, si un'altra strage di civili: un raid aereo della Nato aveva lasciato sotto le macerie delle case di fango venticinque cadaveri, tra cui nove donne e diversi bambini. “Anche loro, tutti civili”, racconta ancora l'infermiere di Emergency. “La gente del villaggio vicino aveva caricato i corpi sule macchine, per portarli nel capoluogo del distretto e farli vedere alla gente: fare vedere che cosa fanno le bombe della Nato. Ma i soldati afgani hanno bloccato la strada e non li hanno fatti arrivare a Grishk. Allora uno di loro ha ripreso un video, e l'ha consegnato alla televisione: alla sera, tutto il Paese ha visto le immagini di quel massacro”.
 
Anche a Kabul, davanti alle televisioni e sui marciapiedi, si commenta la notizia del giorno, la strage di Ghor: “Hanim, teflin, baba! donne, vecchi e bambini! sotto le bombe, erano tutti civili”, dice Said, vecchio negoziante di Shar e Naw. “Adesso Karzai dirà qualche parola..qualche protesta, buona per la televisione. Fino alla prossima strage”.
 
Cecilia Strada
postato da: Spage alle ore luglio 24, 2008 18:37 | link | commenti (4)
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domenica, 13 luglio 2008

GOMORRA

gomorra
Ho appena finito di leggere Gomorra. Ogni capitolo mi ha rivelato un mondo di cui io, ingenuamente, ignoravo l'esistenza. Dovrebbero rendere obbligatoria la lettura di questo libro nelle scuole superiori, come testo base per l'apprendimento della storia contemporanea del nostro paese.
Ad ogni pagina mi hanno accompagnato stupore, disgusto, rabbia, rassegnazione, senso di vuoto. Questo libro non ha un lieto fine e lascia intendere che non l'avrà mai. Ma Saviano era ignaro delle centinaia di migliaia di copie che avrebbe venduto.
Almeno questo è un segno di speranza, che però ha pagato a caro prezzo.
Pubblico di seguito una parte molto significativa dell'opera di Saviano:
 
 
"Sono nato in terra di Camorra, nel luogo con più morti ammazzati d’Europa, nel territorio dove la ferocia è annodata al potere. Dove tutto ha il sapore di una battaglia finale. Sembrava impossibile avere un momento di pace, non vivere sempre all’interno di una guerra dove ogni gesto può divenire un cedimento, dove ogni necessità si trasformava in debolezza, dove tutto devi conquistarlo strappando la carne all’osso.
In terra di camorra combattere i clan non è lotta di classe, affermazione del diritto, riappropriazione della cittadinanza. Non è la presa di coscienza del proprio onore, la tutela del proprio orgoglio. E’ qualcosa di più essenziale, di ferocemente carnale. In terra di camorra conoscere i meccanismi di affermazione dei clan, le loro cinetiche di estrazione, i loro investimenti significa capire come funziona il proprio tempo in ogni misura e non soltanto nel perimetro geografico della propria terra.  Porsi contro i clan diviene una guerra per la sopravvivenza, come se l’esistenza stessa, il cibo che mangi, le labbra che baci, la musica che ascolti, le pagine che leggi non riuscissero a concederti il senso della vita, ma solo quello della sopravvivenza. E così conoscere non è più una traccia di impegno morale. Sapere, capire diviene una necessità. L’unica possibile per considerarsi ancora uomini degni di respirare."
 
postato da: Spage alle ore luglio 13, 2008 15:37 | link | commenti (3)
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giovedì, 12 giugno 2008

LE PROMESSE DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI E LA LORO REALIZZAZIONE SUL CAMPO

amnesty
Articolo 1
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti".

Nel 2007: in Egitto, nei primi sei mesi, 250 donne sono state assassinate dal marito o da altro familiare; ogni ora sono stati commessi, in media, due stupri.
Articolo 3
"Ogni persona ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona".

Nel 2007: sono state eseguite almeno 1252 condanne a morte in 24 paesi.
Articolo 5
"Nessuna persona potrà essere sottoposta a tortura o a trattamento o a pene crudeli, inumane o degradanti".

Nel 2007: Amnesty International ha documentato casi di tortura o altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti in almeno 81 paesi.
Articolo 7
"Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, a un'eguale tutela da parte della legge".

Nel 2007: Amnesty International ha evidenziato legislazioni discriminatorie contro le donne in almeno 23 paesi, contro i migranti in almeno 15 paesi e contro le minoranze in almeno 14 paesi.
Articolo 9
"Nessuna persona potrà essere arbitrariamente arrestata, detenuta o esiliata".

Nel 2007: alla fine dell'anno, almeno 600 persone erano in carcere senza accusa, processo o revisione giudiziaria nella base aerea statunitense di Bagram, in Afghanistan, e 25.000 erano quelle detenute dalla Forza multinazionale in Iraq.
Articolo 10
"Ogni persona ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, a un'equa e pubblica udienza davanti a un tribunale indipendente e imparziale".

Nel 2007: Amnesty International ha riscontrato procedimenti giudiziari iniqui in 54 paesi.
Articolo 11
"Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente".
 
Nel 2007: alla fine dell'anno, circa 270 delle 800 persone trasferite a Guantánamo Bay dal 2002 erano ancora detenute senza accusa né procedimento legale corretto.
Articolo 13
"Ogni persona ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato".

Nel 2007: oltre 550 postazioni militari e altri blocchi imposti da Israele hanno limitato o impedito il movimento dei palestinesi all'interno della Cisgiordania.
postato da: Spage alle ore giugno 12, 2008 21:14 | link | commenti (5)
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martedì, 06 maggio 2008

DELIRI

Cook_in_brain_by_adnrey

http://adnrey.deviantart.com

http://www.canisciolti.info/news

Quando non si hanno argomenti solidi per sostenere una tesi perlomeno coraggiosa allora si inizia a deviare la storia sui propri binari, in modo che gli eventi vengano centrifugati in un cocktail da vendere ai più creduloni. La rivista "Famiglia Cristiana" non ha niente da spartire con la fede che essi professano.

Riporto di seguito una dichiarazione del suo vicedirettore.

''E' giunta l'ora di dire grazie a Israele'': nel commento di questa settimana, affidato al vicedirettore Fulvio Scaglione, Famiglia Cristiana ricorda i sessant'anni dello Stato di Israele che si celebrano in questi giorni tra le polemiche per l'invito allo Stato ebraico come ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino. ''La ragione e' semplice - scrive il settimanale cattolico -: Israele, come peraltro il vicino Libano, e' uno Stato multireligioso, multiculturale e multietnico in un Medio Oriente che pratica, al contrario, l'esclusivismo religioso, culturale o etnico, quando non tutti e tre insieme''.

Israele e' definito ''un'oasi che 7 milioni di uomini e donne custodiscono in un oceano di sabbia, un modello di apertura alla diversita''', poiche' ''nessuno Stato e' riuscito come Israele a integrare un numero di immigranti pari a cinque volte la popolazione iniziale del Paese, ad accostare nel solo nome della fede profughi etiopi e refuzniki russi, universitari americani e artigiani yemeniti''. ''Non ci sfugge il modo in cui tutto questo e' stato concepito, realizzato e difeso - scrive pero' il settimanale - le guerre difensive (1948, 1967 e 1973), il terrorismo e l'irredentismo palestinese, l'ostilita' degli Stati che negano a Israele il diritto a esistere hanno creato una 'sindrome del nemico' che la politica sfrutta come collante di una societa' frammentata perche' inclusiva e aperta''. ''Se un giorno - conclude Famiglia Cristiana - i Paesi arabi sapranno meditare la propria storia e farsi competitivi nella gara della pace, molto del merito andra' a Israele''.

postato da: Spage alle ore maggio 06, 2008 21:05 | link | commenti (7)
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domenica, 04 maggio 2008

POPOLO SENZA PACE

Pace
 
di Mahmud al-Zahar
 
 GAZA – L’intenzione saggia del Presidente Jimmy Carter di fare visita alla dirigenza di Hamas questa settimana porta onestà e pragmatismo in Medio Oriente, sottolineando al tempo stesso il fatto che la politica americana è arrivata a un punto morto.
Il Segretario di Stato, Condoleezza Rice, si comporta come se poche modifiche qua e là potessero far star meglio addosso l’odiosa camicia di forza dell’apartheid.
 
Adesso, finalmente, abbiamo il tonico gradito di Carter, che dice ciò che qualsiasi pensatore indipendente, integro, dovrebbe concludere: che nessun "piano di pace", "road map", o "eredità" può avere successo se non ci sediamo al tavolo delle trattative, e senza alcuna precondizione.
 
L’escalation di violenza di Israele dalla “conferenza di pace” allestita ad arte ad Annapolis in novembre è stata coerente con la sua politica di illegale, spesso letale, punizione collettiva -- in violazione delle convenzioni internazionali.
Da allora i raid militari israeliani contro Gaza hanno ucciso centinaia di palestinesi con l’approvazione risoluta della Casa Bianca; nel solo 2007, il rapporto fra i morti palestinesi e quelli israeliani è stato di 40 a 1, dai 4 a 1 del periodo compreso fra il 2000 e il 2005.
 
Solo tre mesi fa, ho seppellito mio figlio Hussam, che studiava finanza all’università e voleva diventare commercialista; è stato ucciso da un raid aereo israeliano.
Nel 2003, avevo seppellito Khaled – il mio primogenito – dopo che un F-16 israeliano il cui obiettivo ero io aveva ferito mia figlia e mia moglie e raso al suolo il palazzo in cui abitavamo, ferendo e uccidendo molti dei nostri vicini. L’anno scorso, è stato ucciso mio genero.
 
Quale pace può esserci se prima non c’è dignità? E da dove viene la dignità se non dalla giustizia?
 
Il nostro movimento continua a combattere perché non possiamo permettere che il crimine che sta alla base della fondazione dello Stato ebraico – l’espulsione violenta dalle nostre terre e dai nostri villaggi che ha fatto di noi dei rifugiati – venga eclissato dalla consapevolezza del mondo, dimenticato o cancellato da negoziati.
L’ebraismo - che tanto ha dato alla cultura umana nei contributi dei suoi antichi giuristi e dei moderni sostenitori del tikkun olam [principio cabalistico della redenzione del mondo dal peccato di Adamo NdT] – si è corrotto quando ha deviato nel sionismo, nel nazionalismo, e nell’apartheid.
 
Un "processo di pace" con i palestinesi non può fare neanche il primo – minuscolo – passo finché Israele non si ritirerà innanzitutto nei confini del 1967; smantellerà tutti gli insediamenti; rimuoverà tutti i soldati da Gaza e dalla West Bank; sconfesserà la sua annessione illegale di Gerusalemme; rilascerà tutti i prigionieri; e metterà fine in modo permanente alla sua chiusura dei nostri confini internazionali, delle nostre coste, e del nostro spazio aereo. Questo fornirebbe il punto di partenza per negoziati giusti, e porrebbe le fondamenta per il ritorno di milioni di rifugiati.
Dato quello che abbiamo perduto, è l’unica base tramite la quale possiamo ricominciare a essere integri.
 
La storia ci insegna che tutto è in continuo mutamento. La nostra lotta per il risarcimento dei crimini materiali del 1948 è appena iniziata, e le avversità ci hanno insegnato la pazienza. Quanto allo Stato israeliano e alla sua cultura spartana di guerra permanente, è fin troppo vulnerabile al tempo, alla stanchezza, e alla demografia: alla fine, riguarda sempre i nostri figli e quelli che verranno dopo di noi.
 
 
(Pubblicato sul Washington Post il 17 aprile 2008 - Traduzione di Ornella Sangiovanni)
postato da: Spage alle ore maggio 04, 2008 21:34 | link | commenti
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sabato, 12 aprile 2008

VOTARE O NON VOTARE?

Arcanum_Mortis_by_GothDream
Ho fatto lo sbaglio di andarmi a leggere il programma del PD ed “ho letto cose che voi umani non potreste immaginarvi” .
Mi è passata la poca voglia di andare a votare, ma essendo masochista continuerò a farmi del male e domenica pomeriggio varcherò la soglia del seggio per regalare quella maledetta crocetta (ancora una volta) a chi rinnega i miei principi di base.
Maledetti politici.
Dal programma del PD:
 
"La lotta al terrorismo resta un'esigenza essenziale, da affrontare tramite le missioni internazionali di cui siamo parte e attraverso i nuovi strumenti europei di cooperazione fra polizie e servizi di intelligence. L’Italia deve confermare il suo impegno nella missione in Afghanistan, decisiva per vincere la guerra al terrorismo jihadista e nella riflessione strategica sul Medio Oriente e sulle crisi dell’area, tragicamente aggravate dall'errore compiuto dall'Amministrazione Bush con la guerra in Irak. Contemporaneamente, deve affermare la necessità di un'iniziativa che fermi la corsa al riarmo convenzionale e nucleare che segna questo tempo. Lavoreremo perciò ad un Mediterraneo e ad un Medio Oriente de-nuclearizzato e parteciperemo agli sforzi internazionali per fermare il rischio nucleare iraniano e per assicurare la sicurezza ai Paesi dell’area.
 
Il PD è per il rafforzamento dell’amicizia e della collaborazione nazionale e europea con gli Stati Uniti. Siamo favorevoli alla proposta di costruire uno spazio comune transatlantico in campo economico oltre che politico, che rafforzi il nucleo di base per il governo della globalizzazione e della liberalizzazione e diminuisca il rischio di crescenti protezionismi. Europa e USA assieme rendono tutto più facile e possibile. La partnership atlantica è la base migliore per un nuovo dialogo con il mondo arabo e islamico, per il governo delle crisi, per la piena integrazione dei Balcani occidentali nel sistema europeo e per un approccio positivo nei confronti delle nuove potenze emergenti e dei rischi della proliferazione nucleare e del riarmo."
postato da: Spage alle ore aprile 12, 2008 17:20 | link | commenti (9)
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domenica, 06 aprile 2008

VERITA' NASCOSTE

 

Palestinese

http://www.adnkronos.com

M.O.: A GAZA CARRO ARMATO ISRAELIANO UCCIDE BIMBO PALESTINESE DI 5 ANNI


Gaza, 6 apr. (Adnkronos/Dpa) - Un carro armato israeliano ha ucciso un bimbo palestinese di cinque anni, Abdullah Bahar, nel campo profughi di al-Bureji, nel centro della Striscia di Gaza.
A denunciarlo sono state fonti mediche e testimoni oculari palestinesi.
Il proiettile esploso dal carro, hanno riferito, e' penetrato in un'abitazione del campo uccidendo il bimbo e ferendo altri due civili che si trovavano all'interno della casa.

postato da: Spage alle ore aprile 06, 2008 21:36 | link | commenti (2)
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domenica, 30 marzo 2008

PARTICOLARE IMPORTANTE

warresister

http://www.osservatorioiraq.it

...nel frattempo, c’è chi le armi aveva cominciato a consegnarle, ma in un modo assai diverso da quello chiesto dal premier al Maliki.

Mentre continuavano ad arrivare informazioni secondo le quali fra le forze governative le defezioni sarebbero state numerose, a Sadr City, a Baghdad, un gruppo di poliziotti aveva abbandonato le proprie postazioni e consegnato le armi all’ufficio locale di Sadr.

"Non possiamo combattere i nostri fratelli dell’Esercito del Mahdi, quindi siamo venuti qui a consegnare le nostre armi", aveva detto un poliziotto che aveva voluto restare anonimo per ragioni di sicurezza alla Associated Press, aggiungendo che circa 40 poliziotti sarebbero passati nelle fila della milizia di Sadr.
 
Sono ovviamente cifre che non c’è modo di confermare; tuttavia, alcune immagini della APTN (la televisione della Associated Press) avevano mostrato una decina di poliziotti in divisa, con il volto mascherato per proteggerne l’identità, mentre incontravano lo sceicco Salman al-Feraji, il principale rappresentante di Muqtada al-Sadr Sadr City.
Al-Feraji salutava i poliziotti uno per uno, dandogli una copia del Corano e un ramoscello di olivo, mentre consegnavano le loro armi e le munizioni.

postato da: Spage alle ore marzo 30, 2008 21:37 | link | commenti (4)
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lunedì, 24 marzo 2008

MAGDI ALLAM

Mauro Biani

http://maurobiani.splinder.com/

Le scelte di Magdi Allam sono veramente disinteressate?

Ciò che non apprezzo di questa persona è la quantità esagerata di inchiostro che spende  per attaccare gli arabi che si macchiano di crimini e non allineati con la politica di Washington, mentre mostra una compassione interessata nel soprassedere quando si tratta di scrivere articoli nei confronti dei criminali "politically correct".

Come sempre accade: due pesi e due misure.

postato da: Spage alle ore marzo 24, 2008 21:31 | link | commenti (1)
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